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June 04 .nothing.but.a.perfect.game.Tommy dice che son tempi cupi. E ha ragione.
Da quando si è sciolta la Fossa il Milan non è più stato lo stesso. E' cambiato il clima. Tanto per cambiare le coreografie hanno iniziato a fare veramente schifo, a parte qualche rara, rarissima eccezione.
Se poi penso che al posto della Fossa sono entrati in curva i Guerrieri Ultras mi vien voglia di cagare per sei mesi di fila. Una volta si diceva "Domenica vado in fossa" (alcuni lo dicono tutt'oggi), oggi invece si va in quella merda di curva sud milano. Che, poi, perchè scegliere di copiare i cugini? Ci manca solo che anche la Roma e la Lazio istituiscano le rispettive curva sud e curva nord Roma e poi siamo a posto. Una volta c'era distinzione, i gruppi erano riconoscibili. Ognuno si prendeva le proprie responsabilità. Una volta le merde delle Brigate e i Commandos se stavano nei distinti, e la Fossa, solo la Fossa stava al secondo anello, nella curva con la "c" maiuscola.
L'ultima coreografia che ricordo bene della Fossa è quella della finale di Champions del 2003, all'Old Trafford, quando colorarono di rossonero un intero settore di stadio ed esposero un gigantesco striscione con la scritta "RICONQUISTIAMOLA". Finale già vinta in partenza solo per la coreografia. Non c'era storia quando c'era la fossa, non ce n'era per nessuno. Si è sciolta la Fossa, il Milan vende Kakà. Se qualcuno pensa ancora che nel calcio sia rimasto un briciolo di poesia è meglio che si disilluda. Non c'è più poesia nel calcio. Non ci saranno più i vari Cruijff, Baggio, Rivera, Mazzola, Platini, Van Basten, Gullit, Baresi, Facchetti, Maldini, Zico. I soldi ammazzano i talenti, soprattutto ammazzano il gioco. Oggi si gioca per l'ingaggio, non per divertirsi e far divertire. Si va allo stadio per veder vincere e basta. Non importa se si gioca di merda, l'importante è vincere.
Quando c'era la Fossa la filosofia era un'altra; quando c'era la Fossa si andava allo stadio per fare "olè" a ogni tocco consecutivo della palla, per vedere l'avversario annichilito dal gioco palla a terra e dalla tecnica della propria squadra, si storceva il naso se si faceva catenaccio per vincere uno a zero con un tiro rimpallato settantacinque volte.
Forse è stato un bene che si sia sciolta, sarebbe stata fuori luogo in questo calcio plutocratico. E forse è un bene che i vari Cruijff, Baggio, Rivera, Mazzola, Platini, Van Basten, Gullit, Baresi, Facchetti, Maldini, Zico non ci siano al giorno d'oggi, perchè vederli giocare oggi non trasmetterebbe le stesse emozioni che trasmetteva un tempo. Oggi si gioca per il risultato, per il premio in denaro, per far cassa e, se cassa non si fa, allora si può anche vendere Kakà; perchè tanto non è un giocatore simbolo, perchè tanto è uno dei tanti, uno comune, uno che come lui ce ne sono a centinaia.
E allora va bene così. Va sempre bene così. Ma certe cose fanno passare la voglia di credere nel calcio.
Perchè sembra sempre più una questione d'affari e sempre meno "nothing but a perfect game".
[P.] F.d.L. 1968 March 12 422Qualcuno disse "facciamo un viaggio".
Qualcun altro chiese "quando partiamo?"
E lo zaino restava immobile tra la porta e l'uscio, sospeso a metà, impalbabile.
Bomba o non bomba, bomba su bomba.
Qualcuno pensò che non ci fosse abbastanza tempo.
Qualcun altro si divertiva a giocherellare con pensieri dai colori sfusi.
E in una stanza trasudante fumo ansimavano giovani fiati di vecchi cuori.
Bomba o non bomba, bomba su bomba.
Carne e sangue, pelle e ossa, mente e cervello.
Tensione palpabile nel materiale scorrere d'un tempo che non cambia nulla.
Sigarette intermittenti, spente e accese e spente e accese.
Bomba o non bomba, bomba su bomba.
Qualcuno si chiese che senso avesse continuare a restare lì.
Qualcuno si domandò dove stesse il significato di quel che vedeva.
E qualcun altro, fermo, si ostinava a pensare che andasse tutto bene.
Bomba o non bomba, bomba su bomba.
Boom! Boom!...boom.
Pensieri che stanno dietro ad una porta chiusa. March 06 .Compagno.di.scuola. [5.3.2009.]<Compagno di scuola di Venditti nelle casse>
Vorrei almeno poter vedere cosa realmente sia cambiato, se qualcosa mai lo sia.
Vorrei poter sapere, poter conoscere.
Quelle domande a cui non c'erano risposte sono rimaste sempre lì, messe in un cassetto e mai più tirate fuori.
Come se ignorare servisse ad accettare.
Compagno di scuola, compagno di niente. Ma compagno per sempre.
E' da un pò che avevo l'impressione che il pallone avesse smesso di rotolare.
Ora che però rotola ancora mi rendo conto di quanto possa non far bene.
Tutti quei libri, tutte quelle ore che sembravano buttate. Tutto. Niente.
Pensieri, cose, gesti fatti per l'ultima volta e con un significato quasi diverso.
Compagno di scuola, compagno di niente. Ma compagno per sempre.
Qualcuno ha scritto di un posto, in fondo ad una classe, dove il sole batte sempre.
E io ci sto pensando.
Sto pensando a chi da scuola non è uscito. Non uscirà mai.
Tutto interrotto, tutto a metà. Libri sgretolati, ore svanite.
Compagno di scuola, ti hanno tolto il diritto persino di viverti la notte più strana, la notte più intensa, la notte più bella. Ti hanno impedito di passare atraverso la notte prima degli esami e di urlare il giorno dopo e sbronzarti la sera.
Compagno di scuola, sei rimasto fermo mentre noi ci allontanavamo; immobile, sorridente, in piedi in mezzo ad un campetto di calcio mentre noi ci allontanavamo.
E sei ancora lì, sarai sempre lì.
E' lì che noi verremo a trovarti, lì che veniamo e siamo venuti a trovarti.
Perchè sei il nostro compagno. Di niente, di tutto. Ma per sempre.
[A.]
March 02 1.3.2009. [de brevitate vitae]Credo non abbia alcun senso scrivere in rete quello che si pensa, non so perchè ma ho questa sensazione.
E' un pò come accettare tacitamente il voyerismo che dilaga in questa nostra società.
Una società che è un bel pò che ha l'influenza. Una brutta forma, peraltro; una sorta di miscuglio tra l'australiana e la cinese.
E Groucho, l'assistente di Dylan Dog, dice che vorrebbe conoscere chi ha inventato il sesso per scoprire a cosa stia lavorando adesso. Condivido.
Comunque anch'io avevo qualcosa da dire, solo che non so se sia o meno il caso.
E' sconveniente dire cose serie, è sempre più spesso sconveniente.
Ho come l'impressione che a nessuno importi più nulla delle cose serie.
Questo forse perchè ci siamo fatti fregare dal frenetico passare dei giorni e quindi corriamo tutti dietro a qualcosa.
Lavoro, soldi, casa, mutuo, macchina, ferie, malattia, vacanze.
Uno non può prendersi il suo tempo per fare le cose, perchè sennò finisce fuori dal giro, cade dal treno ed è dura, poi, risalirci.
Abbiamo tutti accettato col silenzio queste condizioni e ora non possiamo più tirarci indietro: dobbiamo correre a destra e a sinistra senza poterci godere nemmeno una cicca di questa cazzata che si chiama vita.
Perchè ho sempre più l'impressione che la vita sia una cazzata.
Un povero cristo lavora una vita, corre per una vita per potersi fermare solo negli ultimi anni; e così, magari, dopo un anno che è in pensione se ne va d'infarto, o di qualche altro male, e qualcuno potrebbe dire, senza avere torto, che l'ha preso in culo.
E' questo ciò che mi fa tremendamente rallentare in tutto: non voglio correre a vuoto senza potermi godere niente. Vorrei poter dedicare il mio tempo solo a quello che mi interessa, vorrei studiare solo quello che credo mi serva di più, non voglio dover far qualcosa solamente perchè va fatta.
Credo che in questo Seneca, nel suo "De brevitate vitae", sia più che chiaro. Insomma, parafrasando molto quello che ha scritto, dà del coglione a uno come Marco Tullio Cicerone perchè ha dedicato tutta la sua esistenza a correre per lo stato senza mai cercare qualcosa per sè. Gli "occupates", quelli che corrono senza respirare, Seneca li critica tutti.
Credo che, se fosse vivo in questi tempi, mandarebbe a cagare tutti.
E credo non avrebbe torto, d'altronde anch'io, spesso, mi mando a cagare da solo.
Non era di questo che volevo parlare, ma va bene così. Anche così.
E' da un pò che mi piace una frase che dice: "sorridiamo, il meglio è passato".
E comunque con "godere la vita" non voglio dire "spacchiamoci ogni sera, trombiamo come lupi mannari, rolliamoci cannoni visibili anche da Marte" e cose simili; con "godere la vita" intendo assaporare ogni sua piccola sfumatura, o variazione, o difetto; poter impiegare il tempo al meglio nelle cose che ritengo migliori e poter, perdìo, dedicare le mie ore di studio a libri che leggo con piacere, di cui per davvero voglio sapere.
Perchè sinceramente non capisco che cazzo c'entrino insegnamenti di Geografia o Storia per conseguire una laura che si chiama Lettere e che, quindi, dovrebbe concernere solamente la letteratura. Fare lettere vuol dire fare di tutto un pò, e quindi non fare niente.
Comunque, ultimamente, mi chiedo che differenza ci sia tra un morto e un vivo, quando quest'ultimo non puù beneficiare a pieno, e come meglio crede, del tempo che ha a disposizione.
La cosa che ci frega è che, già da quando nasciamo, siamo proiettati già verso i futuri avvocati, professori, medici che potremmo diventare.
E questo credo sia tremendamente sbagliato. Ma è un mio parere.
Ho detto tutto e non ho detto assulutamente nulla.
Buona notte, o buon girono. E buona fortuna.
Hank P. Moody January 29 .Lobotomizzati.Il punto è che non si sa più nemmeno quale sia il punto.
Il punto è che restiamo fermi a chiedere cosa ci sia concesso fare quando, invece, potremmo semplicemente fare senza chiedere se sia o meno concesso.
Il punto è che scrivere cose serie non ha più senso.
I libri sono considerati pallosi, le poesie da diabete, le opere di teatro vecchie.
Già, ormai la gente si rimbambisce coi telefilm e coi programmi in stile "x-factor" e roba simile.
Ma va bene così.
Una volta esisteva la politica, gli ideali.
Oggi esistono i soldi che si sono portati via tutto.
Sennò quale sarebbe il motivo per il quale un'imprenditore sta alla presidenza del consiglio?
Ormai la buona vecchia democrazia, che è sempre stata più "cratos" che "demos", è stata rimpiazziata dalla plutocrazia.
Ed è per questo che non ha più senso scrivere, recitare, rimare.
Perchè non ci sono più gli ideali.
Ma va bene così.
In fondo è pensiero comune che sia palloso dover essere sempre coerenti con le proprie idee.
Hank [P.] Mahone January 17 17-01-09 [Ales, conosciuto anche come...]Restiamo in piedi controvento.
Non curiamoci del freddo.
Quasi le quattro, tra poco vado a letto.
Ci è forse rimasto qualcosa da dire, in questo macello?
Io volevo solo dire che Pinelli il ferroviere, quarantuno anni, di Milano, era innocente.
Nonostante questo è volato dal quarto piano della questura di Milano.
Si è sentito male, dicono e hanno detto. Anch'io del resto, quando mi sento male, rischio di cadere da balconi e finestre.
E' normale. Soprattutto, è plausibile.
Volevo anche dire che Pietro Valpreda il ballerino era innocente ed è stato condannato lo stesso, per poi essere scarcerato nel 1972 con uno "Scusa tanto, avevamo sbagliato. Ci perdoni?".
Volevo solo dire che per me Sante Caserio è un'eroe. E lo sono anche Quico Sabatè, Jules Bonnot, Pancho Villa, Soundance Kid, Silvio Corbari, Argo L'ardito e John Reeds.
E andatevi a vedere chi sono, altrimenti penserete siano personaggi dei fumetti.
Volevo anche dire che, nel 1947, a Portella della Ginestra il bandito Giuliano fece 110 morti su commissione della C.I.A., nella speranza di una rivolta popolare che legittimasse l'instaurazione di un governo militare in Italia.
E volevo anche dire che Pertini Sandro, prima partigiano, poi parlamentare e in seguito presidente della repubblica, accolse un'ex gerarca nazista venuto a Milano puntandogli il mitra contro e, se Pajettta non l'avesse fermato, l'avrebbe steso urlando "Sporco Nazista tornatene da dove sei venuto".
Ma Pertini è morto, come tutti quelli sopra citati e voi non sapete nemmeno chi cazzo siano.
E allora non lamentatevi, perchè, certe cose, per evitarle bisogna ricordarle.
Ma continuamo a pensarla così. I comunisti sono i cattivi, i fascisti i buoni.
Però la tessera che tra qualche anno dovrete prendere per lavorare io non la voglio.
Perchè me ne vado.
Ne ho pieni i coglioni.
Ah, e volevo anche dire che l'amnistia concessa qualche anno dopo la fine della guerra, per me, è stata la cazzata più grande che questo paese potesse mai fare. Per questo lo odio.
E andatevi a vedere anche che cosa sia questa amnistia, chè non ho voglia di spiegarlo. Più che altro mi verrebbe mal di stomaco solo a pensarci.
Omaggi.
[P.] December 26 .sunnyside.No, niente.
Era solo per dire che è piacevole di tanto in tanto sentire lo stomaco che brucia.
Vuol dire che ancora non si è stati anestetizzati.
Ecco tutto.
Cin cin.
Riempiamo i bicchieri anche per quelli che lo lasciano vuoto.
Omaggi.
[LeAlcolicPier] December 25 .Macallan.scottish.whiskey.Alitate di whiskey che corrono nell'aria.
E sigarette accese, sigarette spente, sigarette riaccese e rispente.
Carte veloci, carte di cuori, fiori, denari e picche. Carte.
Biosgna porsi delle domande.
Quali domande?
E, soprattutto, quali risposte?
La verità è che quel malloppo di carta esiste per davvero.
La verità è che scrivere riguardo a persone realmente esistite è fottutamente bello e intrigante, ma allo stesso tempo logorante e faticoso.
La verità è che quando ti siedi a un tavolo a giocare a carte e a bere whiskey manca sempre qualcuno.
E guarda caso non è mai qualcuno di irrilevante.
Dovrebbe essere sempre così, un pò a metà, un pò incompleto ma incredibilmente leggero e colorato.
Dovrebbero esserci sempre quei 4 portagonisti di quella tal storia.
E dovrebbero essere sempre insieme.
In fondo quello che si racconta agli altri è quello che si desidera, è quello che non può accadere.
I Pogues cantano "The sunnyside of the street".
Ed è quello che voglio fare anch'io: restare sempre sul lato illuminato della strada.
Un pò come quel girardengo appena più basso e rock cui io, maledetto non so chi, assomiglio non poco.
E quindi buon fottuto natale, come direbbero i Modena.
Io vado a dormire.
Omaggi.
[P.]
December 18 Comunicato N. 38Lasciamoci obnubilare dalla passione del momento
in immagini a scorrimento lento.
Nella notte sogetti oscuri
si muovono nelle ore dei giorni
preparandosi ai tempi duri
in cui bruceranno la città e i suoi dintorni.
Nel buio le mani si muovono in fretta
e corrodono il tempo che non aspetta.
Le strade si fanno rosse
e colanti di liquidi d'anime disperse,
a seconda delle nostre mosse
le vite prendereanno vie diverse.
Lasciamo alla giustizia la sua falsità,
mentre nel fuoco conquistiamo la nostra verità.
"E Stalingrado arriva nella cascina e nel fienile
vola un berretto e un uomo ride e prepara il suo fucile.
Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa
che troverà Stalingrado in ogni città"
-Banda Bassotti "Stalingrado"-
[P.] December 01 .ricordi.per.un.album.di.foto.Penso tante cose, troppe cose.
Ascolto musica seduto davanti a un monitor, immancabilmente fumo.
E' tardi, troppo tardi e domani mi dovrò alzare presto, troppo presto.
La colpa è del tempo, che se ne vola veloce lontano da tutto ed è bravo chi lo ferma.
O forse la colpa non è di nessuno perchè, si sa, certe cose vanno così e basta, non ci si può fare nulla.
Non riesco a dormire.
Troppi ricordi, troppe cose, troppo bisogno di parlare.
Ma manca il tempo, manca lo spazio.
C'è anche quest'assurdo bisogno di mostrarsi sempre a posto, sempre al meglio; ma quanto si può soffocare un demone che urla dentro?
Penso a quelle panchine che erano sempre troppo fredde, a quei lampioni che illuminavano sempre troppo poco, penso che a un certo punto ho deciso di sparire, dopo tutto quello che avevo fatto per telefonarle, e non mi sono più fatto sentire.
Niente di che, ci penso e basta; come penso al cinismo che ha inziato a pervadermi, sempre più, giorno dopo giorno.
Quante volte ho scritto che questo è un tempo critico?
Quante volte mi sono pianto addosso?
Credo troppe, sinceramente.
Però è normale, in fondo sono ancora piccolo e immaturo. Insomma, ho solo diciannove anni e ancora non ho rughe: ho solo il naso storto.
Penso al giorno in cui è successo quella cosa che mi ha fatto mettere quella camicia nera, che mi ha fatto stare come sono stato, che ci ha fatto cambiare come siamo cambiati.
Tutto quello che è successo dopo appare come una linea continua, piatta, senza alti e bassi.
Ed è ancora così, è tutto un pò sbiadito, tutto troppo normale per essere interessante e troppo veloce per essere normale.
Siamo ormai passati. Sono puttanate quelle del "stiamo ancora passando": domani staremo già lavorando e mettendo su casa.
E' stato bello, divertente, interessante essere spensierati, ma è finito.
Peccato.
Ma è la vita, no?
Si va avanti.
Buonanotte.
Vado ad aspettare il mattino. Non ho sonno.
[P.] November 24 .under.the.clouds.-City of angels?
-No, grazie.
...
Rombo di motore di autobus che riempie il silenzio della strada, rombo di un vecchio motore di un vecchio autobus pubblico, tutto arancione, che attraversa l'incrocio e se ne va per la sua strada.
Lampioni accesi, sguardi spenti, camminate veloci.
...
Il tempo corre, nessuno lo ferma; chi ci ha provato è finito dietro la lavagna, in punizione, ad imparare che non bisogna mai uscire dai ruoli che questa vita ci prescrive.
C'è chi ha, chi non ha, chi ottiene e chi vorrebbe ottenere.
...
Sono stanco di fare finta d'essere in movimento, stanco di percorrere tutti i giorni le stesse strade, fare le stesse cose; probabilmente sono solo stanco d'essere stanco.
Mi sono stancato all'improvviso quando accadde quel che accadde, e forse ancora sta accadendo.
...
Voglio dire, è come se le foglie avessero iniziato a cadere tutte insieme, lentamente e tutte insieme.
E' come se fosse stato perennemente inverno, come se la scritta "the end" fosse uscita dal televisore e si fosse attaccata anche alla vita, oltre che alla fine del film.
E' stato un momento brevissimo e assurdo che poi è diventato un lungo periodo di stallo monocromatico.
...
Sì, passeggio a braccetto con la vita in un parco pieno d'alberi e non riesco a vedere quello che lei mi mostra.
...
Già, è finito tutto all'inizio di quell'autunno, è finito tutto e non è ricominciato niente.
Probabilmente nemmeno avevo voglia, nemmeno ho voglia di costruire sul nulla, dal nulla.
Lascio tutto così, chè alla fine non mi dispiace.
...
Solo...in certi momenti è difficile restare nel presente per non ricadere nel passato.
Voglio dire, anche quel giorno tirava vento, anche quel giorno faceva freddo: credo sia impossibile continuamente passare oltre, continuamente non pensarci, continuamente sorridere sornioni per far vedere che va tutto bene.
...
Perchè certe fotografie mentali sono pesanti da tenere nel portafoglio.
[P.] November 17 .sorridiamo.ironici.Lasciamo che anche i grilli assaporino la morte.
Non ho voglia di andare a dormire, ormai stare svegli o andare a dormire non fa differenza.
Il mondo intero dorme anche quando, in realtà, sembra sveglio; e, siccome anch'io faccio parte del mondo intero, in questa affermazione metto pure il sottoscritto.
Probabilmente Beckett, più che il teatro dell'assurdo, ideò il teatro della normalità e, questo, è un modesto parere che esprimo appena prima di dichiarare che l'assurdo è quello che accade tutti i giorni: la routine, i rapporti, il continuo bisogno di soldi, il dover rincorrere una laurea e, in seguito, un posto di lavoro, l'andare a bere il sabato sera perchè il sabato sera bisogna farlo, uscire perchè non si sta bene in casa propria; sono queste le cose assurde, questa è l'assurdità.
L'assudo sta nel fatto che noi ci professiamo liberi essendo, di fatto, schiavi di un'infinità di cose.
Siamo schiavi di internet, siamo schiavi della tv, schiavi degli obblighi morali, schiavi della moderazione, schiavi del perbenismo, schiavi dei pettegolezzi, schiavi dell'apparenza e, in qualche caso, anzi, in moltissimi casi schiavi della religione.
Certo che siamo liberi: siamo liberi di scegliere di quante cose essere schiavi, se di tutte insieme o solo di alcune.
E la cosa che più mi fa incazzare è che faccio parte anch'io del quadro che ho appena descritto, perchè se fossi davvero libero a quest'ora non starei digitando sproloqui su questa pagina virtuale.
Ed è, questo, anche il motivo per il quale non vado più a dormire: vivere in orari totalmente dissimili da quelli che sono conosciuti dallo standard della popolazione mondiale fa sentire un minimo al di sopra della routine quotidiana, fatta di cose talmente banali che, se vi sforzate, riuscite ad immaginarle.
Anche farsi le canne, ubriacarsi, rompere i cosiddetti "schemi" è ormai una forma di schiavitù; la moda dell'evasione giovanile è ormai trita e ri-trita, fatta e rifatta, celebrata e ri-celebrata. E' routine, abitudine, è quasi un fenomeno di massa e, quando certe cose diventano fenomeno di massa, smettono automaticamente di essere trasgressive, di uscire dagli schemi.
Non dico che tutto questo faccia schifo, se devo dirla tutta non me ne frega assolutamente niente di comunicare messaggi che spingano le persone a redimersi e a cambiare il mondo, perchè sinceramente nè delle persone e nè del mondo mi importa qualcosa; la mia era una semplice constatazione, un modo per farmi passare la voglia di non dormire.
E, neanche a dirlo, non ci sono riuscito.
Vado a prendere le sigarette.
Perchè le notti, senza il tabacco, sarebbero infinitamente più lunghe di quello che sono.
Lasciamo che anche i grilli conoscano la morte.
[P.] November 11 feel.like.goin'.home.Odore di sigaretta, odore di california.
Camicia a quadri slacciata con sotto una t-shirt grigia, pantaloni sdruciti, scarpe usurate, capelli arruffati, barba da fare: buongiorno mondo, anche oggi non c'è il sole.
Odore di tabacco, odore di libertà.
Passi lenti e ben distesi su una strada ormai memorizzata, sguardi veloci ai posti che cambiano, autobus da prendere, treni su cui salire, partenze da non perdere: buongiorno mondo, anche oggi non c'è il sole.
Odore di fumo, odore di improvvisazione.
Scale da salire senza chiedersi perchè, labbra da baciare chiedendo il permesso, volti da osservare vicino al finestrino, zaini da portare sempre più lontano: buongiorno mondo, anche oggi non c'è il sole.
Strade lunghe, strade brevi, strade che sono strade.
La polvere sale nelle narici, discende nei polmoni per un avvelenamento parziale di stomaco e cuore:
ci sono viaggi che non finiscono mai, ci sono viaggi da programmare con cura, viaggi nemmeno iniziati.
Vivo alla californiana anche per te, che tutto questo l'hai dovuto abbandonare:
oggi c'è il sole perchè l'ho deciso io.
"and i'm feel like I'm goin' home"
Omaggi.
[P.] November 02 .accendino.bic.da.quattro.soldi.Gli pseudonimi che una persona può accumulare nell'arco di una vita sono infiniti, come infinite, forse, sono le volte in cui ci si può sentir soli davanti a qualcosa di troppo grande, di sorprendentemente sconosciuto.
Hank vi odia tutti, anche se spesso lo fa per gioco, per divertirsi, per provocare.
Probabilmente in questo momento starete dormendo, probabilmente sarete in un mondo più onirico che reale, anche se spesso non si riesce a capire dove finisca l'onirismo e dove, invece, inizi il realismo.
Come il mio odio, che non si sa se sia causato da una qualche sociopatia compulsiva o sia, in realtà, motivato e riconducibile a chissà quale causa. Io, comunque, propendo per la sociopatia compulsiva.
Hank è sociopatico, armato e pericoloso.
Farei volentieri cadere, per sbaglio, una o più bottiglie riempite di benzina su una o più delle macchine mal parcheggiate fuori da casa, ma solo per illuminare la notte che, nonostante i lampioni, è sempre più buia.
Dovrebbe nevicare in Sicilia, in pieno Agosto, per far mutare quella che è la mia idea riguardo il mondo che distrattamente osservo quasi ogni giorno; dico quasi perchè, a volte, anch'io dormo.
E sono convinto che anche Dio ci odi tutti, però questa è una teoria che ancora devo approfondire, o per lo meno avvalorare con il supporto di qualche tesi scientificamente provata; anche se Dio e la scienza hanno da sempre fatto a schiaffi, vere e proprie risse da bar, da pub di periferia operaia inglese.
Quello che è certo è che non viviamo nella città degli angeli.
E quello che è ancor più certo è che, se ci tagliamo, perdiamo sangue.
Perchè non siamo supereroi, non siamo invincibili. Purtroppo.
Hank vi da la buona notte.
[P.] October 31 .something.pretty.Eccola che ritorna da chissà dove, eccola che riappare così bionda, così azzurra, così glaciale e serena; eccola all'improvviso varcare la soglia della stanza, che inizia a girare, e incrociare col suo sguardo luminoso quello incredulo d'un uomo un pò bambino.
Eccola così cresciuta, così grande, così donna, così inaspettata.
E scende la neve ad imbiancare l'ultima delle primavere, scandendo, con una chitarra, lo scivolare dei cuori tra vite e rimpianti, tra pugni e abbracci, tra sangue e carezze.
Eccola dotata di una tenerezza inimmaginabile, di una durezza senza pari; eccola forte, temeraria, spavalda; eccola timorosa, turbata, preoccupata; eccola madre, figlia, sorella; eccola fidanzata, moglie, nubile.
I piedi battono il ritmo sulle assi di legno del pavimento, la stanza ruota vertiginosamente verso poli sconosciuti nei quali l'unico magnetismo è quello d'un bacio sull'uscio d'una casa.
Si disfa il letto, si attorcigliano le lenzuola, si mescolano le carni.
Benvenuta primavera, gioisco per te nel mio muto silenzio.
[A.] October 25 .i.couldn't.be.you."Anti-nazi is what I am / that's the way I'll stay 'till I die"
[Godrò, un giorno, nel vedervi saltare tutti per aria]
Io non sono un sognatore, non mi diverte affatto immaginare il futuro perchè, ne sono convinto, il futuro non esiste.
Non sono politicamente attivo perchè non condivido l'attività politica di questi tempi troppo ammortizzati, perchè non sopporto le parole fini a se stesse, non sopporto le promesse, non sopporto le balle.
Non sono Marxista perchè il Marxismo non esiste, dato che Marx si è solamente limitato ad analizzare la propria società contemporanea giustificando la rivolta proletaria con il fatto che fosse già avvenuta una rivolta, ma borghese, durante la rivoluzione francese. Non sono Marxista perchè Marx ha "borghesizzato" il comunismo ancor prima che esso prendesse vita.
Stimo Antonio Gramsci, martire della resistenza morto combattendo con le sue idee un regime d'infami. Un regime d'infami.
UN REGIME D'INFAMI.
Stimo Slvio Corbari detto La Primula Rossa, un uomo che, da solo, è stato capace di mettere in ginocchio, per lungo tempo, le divisioni naziste e fasciste dislocate lungo la linea gotica. Un uomo che ha combattuto per la VERA patria; dovrei dire un ragazzo, dato che è morto a neanche trent'anni.
Non sono riformista perchè il riformismo lo reputo una ripetizione infinita di segoni a due mani, caratterizzata dal fattore attendista tipico dei socialisti.
Credo non serva dire che non sono socialista, chè basta leggere sopra.
Non sono rivoluzionario perchè la rivoluzione è fatta dalle masse e le masse, si sa, non son altro che un ammasso di pecore intente a seguire il loro caporione.
Stimo Quico Sabatè, che da solo affrontò il regime franchista in Spagna, che da solo combattè contro gli stalinisti che eliminavano fisicamente gli anarchici, definiti sovvertitori dell'ordine.
Stimo Argo L'ardito, uno degli ultimi uomini a combattere sul campo il regime fascista quando questo si era già instaurato; stimo Argo l'ardito, battuto solo da venti uomini contro uno, venti uomini che nemmeno sono riusciti a ucciderlo condannandolo a vivere il resto della vita da vegetale.
Stimo Jules Bonnot, Raymond Carouy, Andrè Soudy, Octave Garnièr, Elie Monnier; stimo la BANDA BONNOT che, agli inizi del Novecento, è riuscita da sola a mettere in ginocchio l'intera Francia.
Stimo i ribelli, gli umini che hanno seguito il loro cuore senza rinnegare nulla.
Odio gli indifferenti, odio i moderati, odio le pecore.
Non sono uno di voi.
Non sono uno di loro.
Sono uno che sta con se stesso, che non ha nè servi nè padroni, che non ha compagni nè alleati, che non ha onore, nè gloria, nè patria.
Sono uno che riderà, un giorno, nel vedervi sepolti.
E una risata vi seppellirà. [Bologna, Marzo 1977]
Attenti a quel che fate perchè i pugni sono chiusi, i denti sono stretti, i cuori sono caldi.
[P.]
October 11 .R.S.L.Una e venticinque ei em.
Rimetto la canzone da capo e mi concentro.
E' la pazzia dell'uomo consapevole in ogni istante che la terra gira, sì...
...l'inizio è lento, l'immagine è nitida come i gesti che posso immaginarmi.
Il seguito è veloce, troppo, anche se i gesti continuano ad essere rallentati, così definiti da farmi venire il voltastomaco.
Mi pervade una sorta di nervosismo apatico, di rabbia noncurante traducibile con la frase "non ho voglia di litigare con nessuno, nè tantomeno con me stesso".
Muto silenzio, quindi; sì, muto silenzio.
Un silenzio viscoso che rende difficoltoso il respiro, che accelera i battiti del cuore, che offusca la vista: la rabbia porta sempre la nebbia con sè.
Un uomo sta seduto a una scrivania, tiene la testa tra le mani, guarda una sigaretta bruciare.
Avrei voluto poter esserci per poter lasciar esplodere tutto questo gran rumore che mi sento scalpitare nello stomaco.
Non si può, ma non è nemmeno una di quelle cose che scivolano via come nuvole.
Sento il fastidio camminarmi lento lungo tutta la schiena, attraversarmi il petto, scendermi sulle braccia.
Odio la superficialità, la noncuranza e probabilmente odio anche me stesso, cosa che spiegherebbe come mai io riesca a detestare in questo modo gli altri.
Si può udire distintamente l'impalcatura della fiducia scricchiolare, traballare, tentennare.
L'istinto di mandare a fanculo il mondo intero è grande, ma non lo faccio forse per rispetto, forse per svogliatezza mia riguardo l'usare la voce.
La canzone continua imperterrita, ma si sente molto più distintamente il silenzio che entra con fragore dalla finestra.
Sì, ho bisogno di annullare i rumori, voci comprese, per curare questo mio nervosismo, questo mio nervosismo fosforescente.
Avrei voglia, mi è tornata voglia di...
...lasciamo perdere, l'acqua che passa sotto i ponti lava via anche queste cose. Anche queste cose.
Come la metti la metti stai sempre a guardare la tua vita dal basso verso l'alto.
Buona notte.
[P.] October 05 .Nel.vestito.migliore.Si sta bene qui, seduti in riva al fosso.
Una volta dietro casa mia c'era un ruscello, un piccolo canale dove io e altri bambini andavamo a giocare.
C'era l'erba alta e l'acqua che correva veloce tra due arigini di cemento; noi avevamo costruito una specie di capanna e stavamo lì a giocare a tutti quei giochi d'immaginazione e fantasia che fanno i bambini. Adesso dietro casa mia c'è una pista di pattinaggio su strada, il canale è stato rimpicciolito ed è sempre prosciugato, l'erba alta è scomparsa e noi, i bambini che ci giocavano, abbiamo quasi tutti la barba. Io non ci vado più perchè ormai è diventato un posto come un altro e, forse, anche perchè sono un pò troppo cresciuto per giocare ai cowboy o ai cavalieri contro i draghi. Sul tempo che la banda tiene ci puoi dire ciò che sei E' scomodo fermarsi a pensare, è scomodo e poco produttivo. O meglio, è scomodo e poco produttivo se ti soffermi a pensare determinate cose, in determinate ore, in un determinato modo. Perchè ci sono questioni che sono quelle e basta, ci sono cose che sono così punto e noi ci possiamo girare attorno quanto vogliamo, ci possiamo lasciar corrodere da questi crucci per tutti il tempo che crediamo necessario ma, di sicuro, questo non servirà a cambiare le carte in tavola. Perchè alcune frasi sono scritte nero su bianco e restano tali fino alla fine. Perchè? Ci dovrà essere un motivo, no? Passare oltre. Lo abbiamo fatto tutti, no? Siamo tutti passati oltre, tutti a nostro modo ci siamo ripresi la nostra vita.
Certe cose però ci sono rimaste scritte in faccia, certe domande senza risposta ci sono rimaste tatuate negli occhi, invischiate nei nostri movimenti, nelle nostre carezze, nei nostri baci e celate nelle nostre parole. Quei giorni assurdi, quel vento pazzesco, le nostre camice a lutto, tutte le lacrime ricacciate in gola con forza, tutti i silenzi, tutto quello sconforto ci è rimasto un pò attaccato sulle spalle e noi lo portiamo sempre con noi, ovunque, anche se ora non ci accorgiamo quasi più di quel peso. Per noi, ogni tanto, quel cantante a cui non si deve badare è ancora qui in mezzo, al centro dell'area di rigore con la palla tra i piedi, a pochi centimetri dal gol, qualche metro più avanti di chiunque. Brucia, brucia la candela, brucia dai due lati
Il tempo non aspetta e una specie di malinconia si attacca come la muffa alle ossa, in certe sere.
Siamo ancora in piedi dopo quel buio pesto e temporaneo che abbiamo attraversato; nonostante tutto il rock non ci molla.
Ma il tempo corre, il tempo galoppa, il tempo sfreccia veloce sull'autostrada del non ritorno.
Noi siamo ancora qui nel mezzo e cerchiamo di starci come meglio possiamo, come meglio riusciamo, come meglio viene.
E io mi sento fortunato a conoscere determinate persone, con determinati caratteri, con determinati modi di affrontare la vita.
Persone che, ad esempio, ti chiamano da un concerto strepitoso e restano in linea un quarto d'ora per farti ascoltare tre canzoni pazzesche, per rendere partecipe anche te di quello che loro stanno vivendo.
Grazie.
Se il cielo è vuoto o il cielo è pieno, il giorno che ci guarderemo si saprà
Nella playlist è partita "Leggero".
Ho troppi pensieri da dedicare a questa canzone, troppe frasi per troppi ricordi.
Occhiali neri, un sorriso per tutti, una cartella che prendeva sempre dentro il ginocchio destro, parole sempre piene di sincerità, testa sempre alta e palla tra i piedi.
Forse era troppo leggero, per questo è volato via così presto, così in fretta, così all'improvviso.
Forse era troppo leggero, per questo ricordarlo pesa così tanto.
Ma era lui, è impossibile non pensarci qualche volta, qualche sera.
Quel vuoto adesso non è più costante, ma altelenante e mi sento quasi in colpa per essere riuscito a colmarlo quasi del tutto; però so che è giusto così, e che non sono il solo a pensarlo.
Voi, io, noi siamo ancora qui, siamo ancora qui nel mezzo con tutto quello che vuol dire starci.
Ma so che non ci tireremo mai indietro e, se lo faremo, sarà perchè davvero non si potrà far altro.
Il mio pensiero è per voi, e sapete di chi sto parlando miei cari.
Ed è anche per te, che stai dove stai, che stai come stai, che hai avuto il tempo che hai avuto.
Omaggi.
Buonanotte.
[P.] E ti vedi con una che fa il tuo stesso giro
E ti senti il diritto di sentirti leggero
October 01 .raining.brain.Corrimano, corridoi restano immobili
e noi corriamo e basta attraverso porte senza stipiti, in strade senza cartelli, su montagne pianeggianti.
E' il continuo ritornare dell'assurdo e del suo manifestarsi in tutta la sua potenza.
Rabbia incandescente e odio putrefatto
rimbombano in dolci note di distorte chitarre, in giri di do, in accordi in si, in ritmi lenti di batteria.
C'era un progetto, un qualcosa di definito, uno schema che l'autore s'è tenuto solo per sè;
a noi ha dato il non-sense e non a tutti ha regalato lo spirito d'improvvisazione.
Ci improvvisiamo poeti, ci improvvisiamo sicuri, ci improvvisiamo decisi
senza nemmeno sapere con precisione dove siamo, chi siamo, cosa siamo.
E' una recita senza copione dove il ruolo lo inventa chi vi partecipa.
E' una recita dove protagonisti e comparse si ritrovano, alla fine, ad essere tutti uguali, tutti identici, tutti sotto terra.
La performance conta solo per l'attore che la esegue; non ci sono oscar, non ci sono premi, nessuno che applaude.
E' una recita dove tutti sono più preoccupati di come recitano gli altri che di se stessi
e, quindi, una falsa recita poichè quasi nessuno porta avanti lo spettacolo.
Chi ha spirito d'improvvisazione, chi riesce a rendere decente il proprio personaggio
viene bacchettato dagli attori privi di spirito d'improvvisazione
che vogliono solo che tutti recitino come dicono loro.
Attori scarni e pilotati,
marionette che fanno quello che un loro simile, vestito di bianco,
gli dice di fare.
Per questo l'improvvisazione ha un limite, per l'invidia di chi ha paura di farlo o di chi farlo non può, o non ci riesce.
Per questo la recita è scadente, perchè non tutti riempiono a pieno il proprio ruolo per stare dietro a regole assurde,
a comandamenti inattuabili, a prediche da un pulpito.
Per questo improvviso con rabbia,
per essere il più distante possibile da chi segue un copione che qualcun altro ha scritto per lui.
"Heaven and hell are just a myth so you'd better pay attention to this moment"
-Anti Flag-
[P.] September 24 .Malatesta.Errico.Tutto è già stato detto e fatto
solamente perchè ci ostiniamo ad ultilizzare metodi d'azione e di comunicazione vecchi di secoli.
Ora silenzio.
Ora stiamo zitti.
Ora passiamo oltre.
Ci sono dei libri che mi aspettano, io non li vedo ma so che sono lì, sulla scrivania ad aspettarmi, a chiedere di me.
Ci sono nozioni, dati, date, informazioni, curiosità, particolari che dovrò leggere, studiare, imparare.
Cultura e sapere, primo passo verso il potere. -Antonio Gramsci-
Bisogna sapere quante più cose si può per essere inattaccabili, per essere critici verso tutto, per non credere alla prima cosa che venga propinata alla nostra mente.
Siamo pronti per questo?
In qualche pagina, a qualche riga, in qualche paragrafo qualcuno mi parla di sovvertire il sistema, di ribaltare l'ordine costituito.
Nelle mie orecchie una vocina mi sussurra che il sangue caldo conduce all'inevitabile, che il disagio crescente è sintomo di una razionalità calante.
La mente è direzionata verso l'utopia pura.
La sera tardi prima di addormentarmi e la mattina presto appena sveglio riesco a credere che un altro mondo sia possibile; ma solo perchè quelli sono due momenti particolari: entro ed esco dai miei sogni.
Si sprecano sigarette su questo tema, si spreca tempo, neuroni, pensieri.
Il punto principale di questa questione è che le cose non si cambiano stando seduti, non c'è mai riscito nessuno.
Ora mi alzo.
Ora esco.
Ora vado.
L'unica cosa certa è che, chi vive nell'utopia, non avrà mai uno spazio stabile in questo mondo.
La realtà è distante dall'onirismo, questo da sempre.
Il fuoco, i pugni in aria, le barricate, i sanpietrini, i cortei, le occupazioni, il disordine prima dell'ordine e il caos prima della stabilità, però, sono cose reali; o meglio, realizzabili.
Sono Partigiano, perciò odio chi non parteggia; odio gli indifferenti.
-Antonio Gramsci "Scritti Giovanili"-
...E una risata vi seppellirà...
[A.] September 23 .anyway.who.gives.a.damn (I'm.doing.the.best.I.can)Non esiste ispirazione se prima non si passa dall'aspirazione e dall'espirazione.
Buffo buffo buffo.
Come un vassoio di cristallo in bilico al limite del tavolo che sta lì lì per cadere e finire in mille pezzi.
E tutte quelle cose che ci raccontiamo sulla stabilità, sull'equilibrio, sulla serenità credo che, in fin dei conti, siano solo delle grandissime puttanate.
Ce le raccontiamo per sentirci tranquilli.
Grasse risate provocate da fotografie che vanno a fuoco. Scatti che nemmeno si pensava d'avere.
Grasse risate nel sentire il rumore di carta che si strappa, di voci che si spengono.
Grasse risate e basta.
Un uomo sta nudo e seduto sulla poltrona del salotto di casa, beve un the, assapora una sigaretta e pensa, corrucciato, se abbia chiuso o meno la porta di casa.
Ma non ha voglia di alzarsi come non ha voglia di vestirsi.
E quindi va bene così.
Va tutto bene così.
Non esistono cose che vanno bene e cose che vanno male. E' questione di punti di vista. Dipende tutto da noi.
E da come osserviamo queste cose.
"Quando della vita s'è perso tutto, resta ancora tutto"
-Anonimo-
[A.] September 19 .inutile."Che dio ti stramaledica Terry Lee, che dio ti stramaledica".
Era appoggiato al tavolo del bar, Terry Lee invece stava in piedi, impassibile, vicino al bancone.
Entrambi stavano fumando, sul tavolo c'era un bicchiere di wisky, il bar era deserto.
"Te l'ho detto mille volte: niente testimoni. Ma tu sei cocciuto, eh già, tu sei maledettamente cocciuto e disattento."
Il vecchio continuava a parlare iroso, il giovane non sembrava nemmeno ascoltare. Adesso era di spalle, appoggiato al bancone che puliva la canna della sua pistola. Era impassibile. Il vecchio invece aveva le vene della gola gonfie per lo sforzo delle urla.
"Cazzo Terrly Lee" un pugno sul tavolo "Adesso come la mettiamo con la polizia?" un altro pugno sul tavolo "Bisognerà far sparire anche il testimone" ancora un colpo, stavolta più forte, sul legno "Si dovrà spargere altro sangue".
Poi ci fu silenzio.
Il ragazzo finì di pulire con cura la sua pistola, si girò e guardando il vecchio negli occhi
"Capo, quando ammazzo una persona sono solito guardare solo quella persone. Come posso immaginare che all'ottavo piano di un palazzo ci sia qualcuno che, alle 4 del mattino, guarda giù in strada?"
un sospiro, si guardò attorno e poi
"Vado a finire il lavoro. Vedrà che quest'indagine non avrà testimoni."
Nel bar rimase solo il vecchio insieme alla mia silenziosa compagnia.
Io però sono solo un vecchio orologio, non posso testimoniare in un processo.
[A.]
September 14 .Lipo.Quattro e venti.
C'è il nulla che mi guarda dal fondo della stanza, il nulla che mi scruta, che mi osserva, che mi tiene gli occhi puntati addosso, lì alle mie spalle.
Ci sono le sigarette quasi finite, il pacchetto quasi vuoto immobile sopra la scrivania, alla luce di una lampadina troppo debole per illuminare oltre la fine del tavolo.
Ci sono i miei pensieri.
Pensieri che sono sempre li stessi, pensieri sempre uguali e un pò sfumati, pensieri che, in fondo, sono solo pensieri.
Forse esistono solo due modi di percepire la vita che passa: il primo è che non passi mai, il secondo è che passi troppo in fretta.
Generalmente spetta alle persone anziane il secondo modo di percepire la propria vita, basti pensare alla classica figura del vecchio che si ferma e dice "com'è passato in fretta il mio tempo".
Ma quella sensazione di assurda velocità, di impossibilità di tenere sotto controllo le cose che scorrono, quella sensazione di totale distacco da tutto ciò che si ha la possibilità di vivere ogni tanto me la sento dentro.
A volte la velocità che mi sembra di percepire è così alta che mi vien da urlare "fermate il mondo, voglio scendere!",
ma non si può fermare il mondo; sarebbe bello, ma non si può.
E non credo che fermerei il mondo per rimediare a degli errori perchè, se ci sono stati errori, credo sia giusto lasciare tutto così; fermerei tutto solo per stare immobile un secondo, solo per stare un attimo al di fuori dell'incessante turbinìo di pensieri, speranze, ambizioni, desideri, aspettative che questa vita porta con sè.
Seghe mentali penserete voi; avete ragione.
Probabilmente se mettessimo tutta l'energia che usiamo per far castelli in aria in ciò cui vogliamo arrivare, beh, credo saremmo tutti un pò più realizzati.
Ma forse rispecchio solo l'assurdità dell'uomo: quando la ruota gira vorremmo si fermasse, quando si sta per fermare vorremmo girasse un altro pò. Buffo. Non siamo mai contenti.
Forse è la nostra natura, forse si chiama ambizione.
O forse è solo un'emergente e inarrestabile capacità di convivere col buio, questo modo di fare.
Che certi ricordi pesano lo immaginavo già prima, che continuassero a pesare in questo modo anche dopo un discreto lasso di tempo non lo avrei mai immaginato.
E' un pò come avere una palla di ferro attaccata ad un piede, ogni volta che si prova a volare si resta sospesi per un istante per poi essere ritrascinati immediatamente a terra. Frustrante.
Una continua lotta.
Quattro e trentotto del mattino.
Buon giorno a tutti.
Vado a pensare con la faccia su un cuscino.
[A.]
September 08 Punk.è.moda.Dalle casse suoni distorti ad alto volume, riff di monocromatica violenza che corrono a sfracellarsi sulle pareti di cemento di questa piccola stanza.
Basso, chitarra, batteria; note nude e distorte che rimbombano nelle orecchie, sangue che scorre in un giro di chitarra.
E' la vita reale quella che suona, la vita reale al suo reale ritmo.
Punk oi anni ottanta, punk oi grondante di rabbia, trasudante sangue.
Un urlo, una rivendicazione, una verità.
"Non posso permettere che i giornali e le tv mi dicano cos'è il punk; non si tratta solo di borchie, di anfibi e creste colorate; non lo puoi trovare nei club o nelle discoteche, e forse neanche più nei centri sociali. Non è un fenomeno giovanile, non una delle tante mode del momento. E il tempo ne sarà testimone."
-Colonna infame skinhead "Punk è moda" 1984-
In questa musica, per sempre, rimarrà l'idea di un movimento che è stato rapinato di tutto: idee, innovazioni, trasgressione, rabbia, originalità.
Prima di diventare moda, prima di diventare un fenomeno, uno status d'apparenza il punk è stato un urlo, una lotta, un modo "per dire no ad anni di schifo", per citare i Crass (gruppo punk anni '70/'80).
Prima di finire imitato su mtv, prima di essere scimmiottato da gruppi pop e derivati, prima di finire in radio il punk lo si suonava in strada, o nelle cantine, o in concerti organizzati in stabili occupati, con un palco inesistenze e il pogo che si allargava fino a inglobare gli stessi membri del gruppo che suonava in quel momento.
Prima di essere modo di vestire o pettinarsi o comportarsi, punk voleva dire manifestare il proprio disappunto e la propria indignazione verso il mondo intero.
La gente dice Sex Pisols, dice Clash e crede di aver detto Punk, ma quello è solo l'inizio, la punta dell'iceberg.
Perchè il punk, quello vero, quello da cantina e senza finte credenze era composto da gruppi come Sham 69, Angelic Upstarts, Adolescents, Black Flag (solo per citarne alcuni), tutta gente che credeva solamente in ciò che faceva e nella musica che suonava, e che forse credeva per davvero che avrebbe cambiato il mondo quella musica che NonE'musicaMAèRUMORE.
Perchè, come dicevano gli Hcn, gruppo punk milanese dei primi anni ottanta, "è tutto un ritmo allucinante...è rumore, non gioco!".
Adesso ci ritroviamo gruppi simil punk che finiscono in televisione e vendono copie spropositate di dischi.
Non voglio protestare contro tutto ciò, d'altronde è sempre stato il soldo, non il moto di rivoluzione, a muovere la terra. Quindi.
Dico solo che sono incazzato nero, e forse sono incazzati anche tutti quelli che, un pò prima di me, hanno creduto fermamente in queste note distorte e rabbiose che, ahimè, appaiono inascoltabili alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale.
Ma d'altronde, come dicono i Cis, "Punk è moda, punk è moda...non per noi!".
Pensando d'aver detto tutto, ma non avendo detto in realtà nulla, metto un bel punto a questo periodo e mollo qui la questione.
Non ho più voglia di argomentare e, credo, voi non avrete più voglia di leggere.
Riprenderò forse la trattazione.
Omaggi.
[A.] September 04 spazzola.plackets.Silenzi musicati, come tante piccole candele accese nel buio.
Lucciole, scintillii e niente più; passano, vengono, vanno e sembrano non fermarsi mai.
Strade che si incrociano, cuori che smettono di battere per istanti interminabili, continui via vai sulla strada per il paradiso.
Grezzo, sporco, putrido e putrescente, me ne scuso, ho preso casa; sono fermo e in continua propulsione.
Verso l'alto, verso il basso, verso posti che nemmeno si possono immaginare.
Tra carne e pensieri, tra sangue e anima, tra silenzio e confusione in continua propulsione.
La forza, sì, l'ho ancora: la forza di rialzarmi, la forza di asciugarmi lacrime e sudore, la forza per continuare a correre; ce l'ho ancora quella forza.
Nel tornare a scrivere su di un monitor quel che penso, parole fredde e distaccate, la forza la ho ancora.
Nel tornare a osservare il panorama dalla finestra, alternarsi di giorno e notte, la forza la ho ancora.
Nel tornare a respirare aria pesante o aria rarefatta, diversi modi di riempire i polmoni, la forza la ho ancora.
In piedi in mezzo a un campo, l'erba piegata dal vento, riempio di cenere un album di ricordi.
Vicino a un fuoco, sopra le fiamme, ho lasciato bruciare tutte quelle fototessere che appesantivano le mie nottate; facce sorridenti, facce sognanti, facce giovani, facce che sono semplici facce perchè i corpi non ci sono più.
Ed era giusto lasciarli andare.
La mia stanza è sempre la stessa, non mi disturba il fatto che non sia cambiata.
Io non sono più lo stesso, un pò mi infastidisce essere cambiato; non posso farci nulla.
Osservo quelle lucciole, su nel cielo, piccoli scintillii; è bello vedere che alcune brillano di più, che alcune si muovono, ti seguono, ti osservano.
Ed è giusto lasciarle lì, tirarle fuori solo quando se ne ha seriamente bisogno.
Ed è giusto che la vita quaggiù continui, che la barba ricresca e le ferite si rimarginino, che le cicatrici vengano nascoste e le cose importanti mantenute.
Ed è bene così, è tutto bene così; è andata come è andata, bene o male si deciderà poi.
Intanto prendo casa, putrido e rozzo, me ne scuso, come sono.
Osservo nulla più.
E mi sta bene così.
"La pazzia dell'uomo consapevole in ogni istante che la terra gira"
-Anonimo-
[A.]
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